Intervengo per aprire una discussione sul Polo natatorio, cioè una nuova struttura dedicata al nuovo e alle altre discipline acquatiche, da costruire per i Campionati Mondiali di Roma nel 2009.
Come spesso accade sul nostro territorio, gli interessi di parte prevaricano sempre gli interessi collettivi. Ad oggi è quantomeno sicuro che se verrà costruito, non sarà ultimato in tempo per i Mondiali di Roma ed Ostia perderà una grande opportunità turistica e di visibilità.
E già qui potremmo dichiarare che la frittata è fatta. Un’opera pensata per i Mondiali che non sarà pronta per i Mondiali.
In tutti questi mesi ho letto e sentito opinioni sull’ubicazione, lungomare o altre zone, sulla viabilità, sulla valutazione ambientale. Tutti si sono sbracciati a spostare il modellino sulle mappe come se fosse un gioco, in tanti ne hanno fatto un baluardo di idee o di fondamentalismi.
La miopi politica e culturale è tale che nessuno si è espresso in valutazioni del tipo “quanto può essere importante per Ostia una struttura del genere?”. Oppure “come verrà gestita dopo la sua inaugurazione per evitare che resti una cattedrale nel deserto?”.
La mia sensazione è che il treno dei Mondiali è già perso, ma rischiamo tutta la ferrovia. Ostia è un territorio naturale per lo sport, abbiamo il mare, la pineta, una popolazione attiva: la testimonianza viene dalle numerose società amatoriali in ogni sport, dalle tante squadre di calcio, basket e pallavolo.
Il Polo Natatorio è una manna dal cielo per Ostia che, oltre ad avere un’altra struttura a disposizione della cittadinanza, potrebbe cogliere un’altra occasione di sviluppare un flusso turistico per manifestazioni sportive regionali o nazionali.
Purtroppo non la vedo bene, spero di essere smentito. Mi piacerebbe sentire le opinioni di altri amici di Ostia.
